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Mingo Pugliese e il giro nel tango argentino: tecnica, storia e influenza
INTRODUZIONE
Mingo Pugliese (1932–2017) è stato uno dei tangueros più rispettati della rinascita del tango argentino.
Nato a Villa Devoto, nella zona nord-ovest di Buenos Aires, iniziò a ballare nei saloni già nel 1948, in un periodo di grande trasformazione per il tango. La sua figura è oggi riconosciuta soprattutto per il contributo alla trasmissione del tango della Golden Age e per lo sviluppo di un metodo didattico legato al giro (molinete), ancora oggi insegnato in tutto il mondo.
Le biografie più complete su di lui sono state raccolte nella rivista El Firulette da Alberto Paz e Valorie Hart, tra i suoi allievi più noti.
IL CONTRIBUTO DIDATTICO: IL GIRO A 8 PUNTI
Mingo Pugliese è particolarmente noto per aver sviluppato un metodo di insegnamento del giro (molinete) strutturato in 8 punti.
Questo approccio non definisce una figura nuova, ma rappresenta un modo sistematico di analizzare e insegnare il movimento, rendendolo più chiaro e accessibile.
Il cosiddetto “giro a 8 punti” ha permesso di lavorare in modo più preciso su:
- equilibrio e asse
- dissociazione del busto
- coordinazione tra leader e follower
- continuità del movimento
Il metodo è stato adottato e diffuso a livello internazionale dai suoi studenti, contribuendo in modo significativo alla didattica moderna del tango argentino.
IL CONTESTO STORICO: TRA TRADIZIONE E TRASFORMAZIONE
Quando Pugliese iniziò a ballare, il tango era già in evoluzione.
All’inizio degli anni ’40, una nuova generazione di ballerini guidata da Carlos Alberto Estévez (“Petroleo”) e Salvador Sciana introdusse elementi innovativi come nuovi giri e l’uso più strutturato del cross.
Mingo Pugliese sviluppò uno stile che integrava queste innovazioni con la tradizione precedente, diventando un punto di raccordo tra diverse fasi evolutive del tango.
IL RUOLO NELLA RINASCITA DEL TANGO
Durante le dittature argentine, il tango e le sue forme di aggregazione sociale furono scoraggiati, portando a un declino delle milonghe.
Con la fine dell’ultima dittatura nel 1983, Pugliese fu tra i ballerini che avevano conservato il sapere del tango di salone della Golden Age (1935–1952), contribuendo attivamente alla sua rinascita.
Il tango salón non indica uno stile codificato, ma il modo in cui il tango veniva ballato socialmente nei saloni di Buenos Aires, caratterizzato da musicalità, connessione e rispetto dello spazio condiviso.
CONTINUITÀ E TRASMISSIONE
L’eredità di Mingo Pugliese continua anche attraverso la sua famiglia.
Il figlio Pablo Pugliese insegna tango in tutto il mondo ed è stato il più giovane membro del corpo docente della celebre Tango Week della Stanford University negli anni ’90.
CONCLUSIONI
Mingo Pugliese rappresenta una figura fondamentale nella storia del tango argentino del secondo Novecento.
Il suo contributo non risiede nella creazione di uno stile spettacolare, ma nella capacità di analizzare, strutturare e trasmettere il movimento. Il suo lavoro sul giro, in particolare nella sua organizzazione in sequenze didattiche, continua ancora oggi a essere un riferimento per insegnanti e ballerini in tutto il mondo.
Grazie al suo approccio, il tango è diventato più accessibile, senza perdere profondità e autenticità.
